Si è svolto a Roma lo scorso 24 febbraio il primo appuntamento dell’anno de “Il Domani Chiama”, il ciclo di incontri di BASF Italia pensato come piattaforma di dialogo tra azienda, istituzioni, stakeholder e filiere industriali sulle grandi sfide del futuro. L’evento, dal titolo “Recycling Journey: il valore della chimica nell’economia circolare del packaging”, ha riunito oltre 70 tra decision maker, rappresentanti di filiera e brand owner presso la Sala Perin del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma (qui il comunicato stampa sul sito BASF).
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All’incontro ha partecipato anche il presidente di Assobioplastiche, Luca Bianconi. Di seguito una sintesi del suo intervento:
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La soluzione più coerente per il packaging varia a seconda dell’applicazione ed è quella che si integra meglio con il sistema di raccolta, con l’infrastruttura esistente e con il comportamento reale delle persone. Se un imballaggio è progettato per contenere alimenti e, nella pratica, si sporca o si contamina con residui organici, la compostabilità può essere la scelta più logica. Al contrario, quando un packaging resta pulito e facilmente separabile, il riciclo meccanico rimane la strada più razionale.
Il Regolamento europeo sugli imballaggi per la filiera delle bioplastiche, rappresenta una questione vitale e strategica. Dal punto di vista sistemico, l’Italia parte da una posizione particolare: abbiamo già una raccolta differenziata dell’organico ben sviluppata e una rete impiantistica diffusa. Inoltre, esiste un consorzio EPR dedicato alla gestione e al recupero degli imballaggi compostabili nella frazione organica. Questo rappresenta un vantaggio competitivo e un’esperienza concreta su cui costruire il futuro.
Rispetto al passato, tuttavia, il PPWR si inserisce in un contesto molto più complesso. Non si parla più di un singolo prodotto, ma di centinaia di soluzioni diverse, spesso tecniche e complesse, che devono rispettare nuovi requisiti di riciclabilità , contenuto riciclato, riuso o compostabilità . Per questo è fondamentale che la transizione sia gestita con attenzione, dando tempo all’industria di adeguarsi e di individuare le soluzioni più coerenti per ogni applicazione. Serve un approccio graduale, coordinato e sistemico.
In questo scenario, la filiera delle bioplastiche può mettere a disposizione: il proprio know-how tecnico, l’esperienza maturata nella gestione del fine vita organico, la capacità di progettazione orientata alla circolarità , il dialogo già avviato con la distribuzione e i consumatori.
L’obiettivo è arrivare preparati al 1° gennaio 2030, data di piena applicazione del regolamento, non come semplice alternativa, ma come parte integrante delle soluzioni di sistema.
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